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STUDI E RICERCHE

Rappresentare la storia del territorio: il caso dell’Empolese–Valdelsa

 

Mostra degli elaborati del corso di Geografia, prof. Daniela Poli, aa. aa. 2002-2006


A cura di: Matteo Massarelli, Massimo Tofanelli con Elisa Butelli e Matteo Scamporrino.

 

Il territorio dell’Empolese–Valdelsa è stato oggetto di studio da parte degli studenti del corso in Geografia - anni accademici dal 2002 al 2006 - tenuto dalla professoressa Daniela Poli presso la sede empolese del corso triennale in Università in Urbanistica e Pianificazione territoriale e ambientale.

Il risultato è una interessante mostra di elaborati grafici presentata dagli studenti nel maggio 2008 e che il Comune di Empoli rende pubblica in queste pagine web.

Attraverso la mostra, viene ricostruita e ben descritta la storia del territorio, la conformazione dei luoghi e le loro trasformazioni nel tempo. L’obiettivo è evidenziare la relazione tra più fattori ed elementi, così da descrivere l’uso del territorio tenendo conto di tutto ciò che vi è stato lasciato dalle precedenti fasi storiche.

Il lavoro aiuta a comprendere il territorio del circondario Empolese–Valdelsa nei suoi significati più profondi e nelle sue stratificazioni temporali. Le dinamiche di occupazione del territorio da parte delle persone che lo hanno abitato e costruito giorno per giorno e le stratificazioni storiche dello stesso sono rappresentate graficamente attraverso le tavole sotto riportate

Per maggior razionalità, il territorio oggetto di esame è stato diviso in quattro macroaree: il Montalbano, la Val di Pesa, la Valdelsa, il Valdarno. Ognuna di queste aree è stata analizzata in un particolare periodo, che gli studenti hanno dovuto scegliere tra: civilizzazione etrusca; civilizzazione romana; alto medioevo; basso medioevo; periodo mediceo; periodo lorenese; l’Ottocento. Nell’analizzare le singole aree, gli studenti sono stati così chiamati a presentare su elaborati grafici la struttura fisica e quella geopolitica della loro area nel periodo scelto. Per giungere agli elaborati finali, agli studenti è stato chiesto di esaminare argomenti e discipline talvolta, almeno in apparenza, lontani da quelli di cui solitamente tratta l’urbanistica, ma in realtà adatti a descrivere il patrimonio territoriale ereditato. L’approccio è dunque multidisciplinare, comprendendo storia, arte e architettura, tecniche colturali agrarie, e così via.

I lavori degli studenti comprendono vari tipi di elaborati, esposti nella mostra.

Il primo tipo di elaborati consiste di Blocchi e Album degli schizzi, che servono per un’interpretazione apparentemente “impressionistica” del paesaggio, ma che in realtà sono già un’interpretazione almeno in parte ponderata di ciò che si vede, in cui cioè si selezionano alcune informazioni che poi sono graficamente rese in modo relativamente strumentale agli obiettivi rappresentativi.

Il secondo tipo di elaborati è stato realizzato solo da alcuni gruppi di studenti, solitamente quelli che hanno approfondito la civilizzazione etrusca: si tratta delle tavole di Sintesi interpretativa dei caratteri fisici del territorio, dove sono evidenziati gli elementi di maggior rilevanza dell’ambito spaziale analizzato, a prescindere (per quanto possibile) dalle civilizzazioni che lo hanno poi alterato. Gli elementi di base, infatti, saranno utilizzati e valorizzati a seconda del modo di vedere, di percepire e di governare tipico di ogni singola società, di ogni singola fase storica.

Il terzo tipo di elaborati comprende le tavole della Geografia relazionale, che descrivono l’organizzazione e la struttura sociale, politica e amministrativa del territorio, secondo schemi grafici astratti basati su nodi (ad esempio, i centri abitati, le pievi, le ville, ecc.) e reti (ad esempio, le strade, le relazioni gerarchiche tra la pieve e le sue suffraganee, ecc.).

Il quarto tipo di elaborati riguarda le tavole della Struttura paesistico – territoriale, le quali mostrano la forma, l’aspetto esteriore dei luoghi, secondo modalità rappresentative (a seconda delle sensibilità e capacità degli studenti) talvolta di tipo pittografico. Le tavole, quindi, descrivono gli elementi materiali e le modalità complessive di relazione tra ambiente naturale, manufatti, paesaggio, organizzazione socio-politica, ecc. del luogo analizzato.

L’immagine e l’identità dei luoghi deriva dunque dalla sommatoria di tutte queste descrizioni parziali. Tali descrizioni sono fondamentali per capire quali siano gli aspetti di identità dei luoghi che gli urbanisti e i pianificatori sono oggi chiamati a studiare e a pianificare: un’interpretazione adeguata dei luoghi deve quindi essere alla base di ogni corretta e coerente iniziativa di intervento sul territorio.