Salta la barra di navigazione

Biblioteca Comunale "Renato Fucini" - Empoli | Home page | Indice alfabetico | Mappa del sito | Cerca sul sito |
Informazioni Servizi Cataloghi Iniziative Biblioteca digitale

> Iniziative > Speciale Giovani > Scrittura creativa > Cantiere di scrittura creativa "Parol&note" 1 > I vincitori > Intervista a Roberto Marinucci

Intervista a Roberto Marinucci

[Foto di Roberto Marinucci] D. Roberto, parlaci te.
R. Sono nato a Civitella del Tronto (TE) il 14 giugno 1972, ho fatto il liceo artistico a Teramo poi l'Accademia di belle arti a Macerata e tra il liceo e l'accademia un paio d'anni di architettura. Adesso ho fatto l'anno integrativo del liceo, il servizio civile in una scuola elementare, dove sono entrato come aiuto-bidello, ma sono stato sequestrato dalle maestre, che mi fanno insegnare disegno e pittura ai bambini. Ora tengo un corso di pittura serale a Nereto, patrocinato dal Comune.

D. Vita da artista, dunque.
R. Sì, anche se non ho una lira... ora gli artisti di adesso sono tutti ricchi, io sono invece un artista... con una condizione economica vicina a quella di Van Gogh... però come stile spero di essere più moderno.

D. I tuoi rapporti con la scrittura?
R. Non so quando ho iniziato a scrivere. Ho scelto l'arte figurativa perché è la cosa che viene fuori meglio, gli insegnanti si sono accorti subito che quella poteva essere una via, poi ho continuato a scrivere. La grande svolta c'è stata nel 1997, quando ho scritto un romanzo-tesi per il diploma di belle arti. Il mio relatore mi ha suggerito di inviarlo a Transeuropa, io non sapevo dell'antologia che loro presentano. Dopo un mese, mi hanno telefonato e alla fine mi hanno messo nell'antologia che è uscita a gennaio 1999.
Nel 1998 sono arrivato in finale al Premio Teramo tra i primi 48, e poi ho partecipato a moltissimi concorsi, ma al momento non ho ancora avuto i risultati.

D. Poi è arrivata la notizia di Parol&note...
R. È stata una notizia molto bella. Non me l'aspettavo, tanto più perché il racconto non lo avevo scritto espressamente per il concorso, ma l'avevo scritto prima. Quando ho saputo della vittoria, mi sono sentito a disagio, perché è atipico rispetto a quello che scrivo. Mi sembra di aver scritto milioni di pagine in una direzione non molto riconosciuta, e questa cosa mi fa riflettere, che ci sono altre vie, che ho altre potenzialità che non ho utilizzato bene. Non ho mai lavorato per qualcosa, ho sempre trovato quei concorsi che potevo superare con il materiale che avevo già. Ho scritto centinaia di racconti, e 4-5 romanzi lunghi. C'è stato un periodo della mia vita in cui scrivevo 10-12 ore al giorno... Ora molto meno...

D. Come hai saputo del cantiere di scrittura di Parol&note?
R. Ho trovato il bando all'Informagiovani di Nereto.

D. Che rapporto personale hai trovato fra scrittura e pittura?
R. Beh, si tratta di una domanda difficile... Io credo che in entrambi i casi ci si proponga di creare una forma a partire da un contenuto che le è preesistente. La pittura e la scrittura hanno entrambe una caratteristica "autobiografica": nel senso che è importante di trovare il modo di descrivere e raccontare certe cose, non è importante scegliere il contenuto, il tema.
La storia dell'arte è sempre stata una storia di rivoluzioni formali, dettate da contenuti che si sono imposte all'umanità.

D. Qual è il tuo mondo di lettore?
R. Leggo moltissimo, soprattutto la letteratura italiana d'autore. Non leggo Bevilacqua, la Tamaro, Baricco e Andrea De Carlo (o meglio, li leggo, ma per poterne parlare male, lo confesso). Mi piacciono gli scrittori del Gruppo 63, come Nanni Balestrini, Arbasino, Eco (anche se a malincuore), Busi. Prediligo anche gli scrittori dell'Oulipo, avanguardia francese contemporanea al gruppo 63, tra cui Perec e Queneau. E poi voglio ricordare il grande Miller, anche lui molto autobiografico.

D. Il libro del tuo cuore?
R. Un'altra domanda molto difficile... Ho letteralmente perso la testa per "Fratelli d'Italia" di Arbasino, ma il libro del mio cuore potrebbe essere "Preghiera per un amico" di John Irving, perché ci sono cose che si amano più con la testa e più col cuore. È imbarazzante questo amore, preferirei non amarlo così tanto.

D. Il tuo rapporto con la musica?
R. Ascolto poca musica, molta radio e molto i cantautori italiani, ma conosco anche il rock e anche le nuove tendenze musicali. Tutti i miei amici sono musicisti, mentre invece io non ho seguito questa strada, perché completamente assorbito dalla pittura e dalla scrittura.

D. Qual è il difetto peggiore che ti riconosci?
R. Sono poco intraprendente, mi sto sforzando di esserlo di più

D. E la qualità per cui pensi di poter essere considerato "il migliore"?
R. La mia amabilità, che però non viene fuori nella scrittura e nella pittura, dove sono molto aggressivo.

D. La cosa che ti fa arrabbiare di più?
R. L'idiozia.

D. Il tuo sogno nel cassetto?
R. Fino a un po' di tempo fa era la mia realizzazione come artista, poi purtroppo adesso sono innamorato... Il mio sogno di oggi è quello di avere una vita normale con la mia ragazza, avere un lavoro che mi permetta di vivere bene con lei, e di pensare anche a un figlio. Non avrei mai immaginato di coltivare un sogno come questo, solamente un anno fa...

URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/giovani/parolenote/1998-1999/marinucci.htm
Data creazione: 2000-02-21. Data ultimo aggiornamento: 2005-08-20. Webmaster

Valid XHTML 1.0!