Biblioteca Comunale "Renato Fucini" - Empoli
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Codice racconto: 026
CHINI, MARTA (Sovigliana, Vinci)
Testo della canzone
Testo del racconto
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Quello che non siamo (Francesco Guccini)
La vedi nel cielo quell'alta pressione
la senti una strana stagione ma la notte e la nebbia
ti dice d'un fiato che il dio dell'inverno è arrivato.
Lo senti un aereo che porta lontano lontano lo senti quel suono ad un piano
un Moder stonato che prova e riprova ma il senso del vero non trova .
Lo senti il perché di cortili bagnati di auto a morire nei prati
la pallida linea di vecchie ferite di lettere ormai non spedite
lo vedi il colore di favole spente lo sai che non siamo più niente
non siamo un'era né un piano stonato, stagione, cortile o un prato.
Conosci l'odore di strade deserte che portano a vecchie scoperte
a nafta, telai, ciminiere corrose a periferie misteriose
a rotaie implacabili per nessuno odore, a letti, a brandine ad alcove.
Lo sai che colore hanno le nuvole basse e i sedili di un air terza classe.
L'angoscia che da una pianura infinita hai voglia di me, della vita
di un giorno qualunque, di una sponda brulla,
lo sai che non siamo più nulla.
Non siamo una strada, una malinconia, un treno, una periferia
non siamo scoperta, né sponda fiorita
non siamo né giorno, né vita.
Non siamo la polvere di un angolo tetro né un sasso tirato in un vetro
lo scoppio di sole in un campo di grano non siamo, non siamo, non siamo.
Si fa a strisce il cielo per l'alta pressione e un film di seconda visione
e l'urlo di sempre che dice pian piano non siamo, non siamo, non siamo.
Testo del racconto:
Dedicato
Una mattina Andrea se ne andò. Una mattina qualunque, un giorno qualunque lui partì. Prese quel treno che l'avrebbe portato via dalla vita alla vita. Occhi di chi si chiede troppi perché e non trova una risposta, camminata goffa di chi non si adegua alle rigide regole della società. Fra le dita una sigaretta simbolo di protezione dei suoi sogni, delle sue fragili paure. Poche cose alla rinfusa nella valigia aspettano con Andrea quel treno che tarda ad arrivare. IL TRENO!
Grande invenzione dell'uomo per andare lontano.
QUANTO LONTANO? La cosa strana è che Andrea non ha una meta deve solo partire per non tornare mai più. Scomparire come per incantesimo, unirsi al vento, lasciando tutti a guardare stupefatti. Una musica, dolce ma inquieta sinfonia dell'anima lo sta chiamando. Sarà la risposta ai suoi perché? Sarà l'inizio di una nuova vita? IL TRENO E' ARRIVATO. Andrea sale in modo rapido, frenetico. Ogni uomo vuole gustarsi, sgranarsi il suo momento fra le mani dall'inizio alla fine.
Come un rosario antico e misterioso ogni chicco rappresenta un desiderio, un'aspettativa. Quel momento frenetico e malinconico passaggio dall'esistenza alla vita non tornerà mai più. Ogni uomo lo aspetta, lo desidera, lo cerca una vita intera e sa che quando arriva non c'è tempo per tornare indietro. Un solo pensiero ora invade la sua mente: la ragazza dagli occhi tristi che lo ascoltava senza parlare. Quella ragazza dove sarà ora? Andrea la ricorda bene soprattutto la voglia che avevano di cercare. Sì, loro dovevano cercare per cambiare! Il primo giorno che s'incontrarono Andrea capì subito che lei avrebbe influito in modo determinante nella sua vita. Le persone importanti si riconoscono immediatamente. Lei era timida ma osservava Andrea con grande curiosità. Poi una sera d'inverno (forse perché l'inverno ha qualcosa di magico) nel solito bar di Dublino si rividero. A passi lenti lei si avvicinò. Intorno solo silenzio perché il destino con il suo potere stava per compiere un grande prodigio. Anche i passi della ragazza erano silenziosi, velluto che passa su un pavimento troppo ruvido per carpirne l'importanza. Il suo corpo era seta e camminando dava vita a sinuose pieghe come una danza antica e misteriosa. Andò a sedersi al suo tavolo, prese la sua mano e insieme incominciarono a raccontarsi la VITA. Quante storie aveva Andrea da raccontare! Quanta vita passò nel corpo della ragazza mentre stava ad ascoltare accarezzandogli le mani. LE MANI! In ogni centimetro delle mani di un uomo puoi scoprire ogni dettaglio di una storia, ogni emozione vissuta. Alla fine ti perdi in tutta quella vita e poi non hai la forza per raccontare . TUTTO ENTRA DENTRO DI TE E SI RIGENERA IN TE. Durarono tutta una notte a consolarsi i sogni infranti mentre il mare d'Irlanda si era fermato rapito da quella magica notte. Notte perfetta, buia, malinconica fredda. MONDO CHE ACCADE E BASTA. EMOZIONI SOLO EMOZIONI. Due corpi che s'incontrano, s'avvicinano, si cercano. VITA CHE CHIAMA, CHE PULSA, CHE ESIGE DI ESSERE VISSUTA SENZA PERDERE UN PARTICOLARE. Notte d'amore (se così si può chiamare) ma cos'è l'amore? Andrea sa che tutto questo non durerà, dovrà andarsene, non può restare. Quanto è cara la libertà mentre si sente tutta quella vita addosso e non lo può dire alla ragazza fra quei baci, quelle carezze fugaci presagi di un malinconico addio. Non c'è tempo per fermarsi a guardare quegli occhi. PER MORIRE MENO NON CI SI DEVE VOLTARE INDIETRO. Andrea sapeva che il suo treno sarebbe arrivato. La ragazza strinse Andrea fra le sue braccia tutta la notte per prolungare quell'emozione all'infinito ma si sa, le emozioni sono FUGACI. Non vi è rimedio e l'uomo si deve solo accontentare di VIVERLE. ARRIVO' L'ALBA. Andrea andò a inseguire l'eco della sua sinfonia perché le note giuste si percepiscono subito. La ragazza capì e non versò neppure una lacrima per il dolore. Ognuno ha il suo viaggio da fare. Una calma pervase il suo cuore: forse quella era la cosa migliore da fare. In silenzio Andrea ha lasciato il vuoto. Un vuoto perfido, ostile, immenso, pieno di perché. Tutto sembra confondersi, annebbiarsi. E' lei che deve cercare la vita da sola, deve continuare ad amare la vita.
Ci saranno altre intense utopie, altre meravigliose angosce che scompariranno con la tenue alba del mattino. Lei è ancora lì, bellissima nella sua tristezza ad ascoltare la voce del mare IMPETUOSA MELODIA DEL CUORE. Andrea sarà sempre vicino a lei perché non SI E' MAI TROPPO LONTANI PER NON INCONTRARSI NE' MAI TROPPO VICINI PER ANDARSENE.
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URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/giovani/parolenote/1998-1999/racconti/racconto026.htm
Data ultimo aggiornamento: 2000-01-05.