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Alessio Fortino vincitore ex aequo nella Sezione Indigeni III edizione del Cantiere di scrittura creativa "Parol¬e" |
Ci parli di lei, raccontandoci in un minuto il "succo" della sua vita...
R. Mi chiamo Alessio Fortino, sono nato a Firenze il 27 maggio 1979, ma vivo a Empoli dall'età di tre anni. Dopo il
diploma conseguito al liceo Virgilio di Empoli mi sono laureato in Lingue Letterature e Culture moderne presso la facoltà
di lingue a Firenze. Al momento svolgo la professione di Capo Reparto. Mi reputo abbastanza riservato, ma,
allo stesso tempo, molto incline ad osservare tutto ciò che mi circonda e a interessarmi delle cose che mi
incuriosiscono. Viaggiare, fare sport, conoscere e ascoltare sono alcune delle attività che oggi, unite alla
scrittura, metto in prima fila come prioritarie. In ogni caso, scrivere è forse la più preziosa di tutte
le mie passioni.
D. Qual &egrve; il ruolo della musica nella sua vita?
R. Ricordo un film, in cui uno sceriffo interpretato da Bud Spencer fa scoprire ad un bambino extraterrestre l'esistenza
della musica. Al di là dei gusti, ricalco la battuta dello sceriffo: "Ma come fai a vivere in un mondo
senza musica?".
D. E della lettura?
R. Un grande amico, un grande maestro mi ha fatto capire che le parole stampate sulle pagine non provengono dalla
tipografia, ma dall'ingegno, dalla passione e dal dolore della persona che le ha scritte. Sembra un concetto semplice,
ma non lo darei per scontato. Per questo, la lettura merita un ruolo di tutto rispetto.
Ci sveli il titolo del suo libro preferito, quello che ha veramente segnato una svolta nella sua
vita.
R. Non esiste, per adesso, "il libro migliore secondo Alessio". Le mie mensole ospitano due categorie di libri:
quelli piaciuti e quelli... non capiti (?) o da rileggere in futuro. Difficilmente mi affeziono ad un autore e pochi sono
i casi in cui ho più di un libro scritto dalla stessa mano.
D. Ci parli brevemente delle sue esperienze di scrittura. Era la prima volta con Parol&eamp;note
che partecipava ad un concorso letterario, oppure no?
R. Ho iniziato a scrivere qualche anno fa, avendo trovato nella scrittura un buon canale di sfogo; scrivevo in inglese,
perché dirsi tutto tramite carta e penna non era facile, così, l'inglese mi serviva da "protezione"...
In seguito, partecipai ad un concorso letterario presso la libreria "Stratagemma" di Firenze con un racconto
intitolato "Dimensioni", il quale si classificò al quinto posto. Da lì, riuscii a pubblicare un
libro intitolato proprio "Dimensioni", in collaborazione con una piccola casa editrice che lavora on line.
Furono stampate solo cento copie...!
Quali sono i motivi che l'hanno indotta a scegliere la particolare canzone da lei adottata come
"ispiratrice" del suo racconto?
R. Francesco De Gregori è senza dubbio il cantante che amo di più: così come per i libri, i miei
porta-cd custodiscono album dei più svariati autori, fatta eccezione per De Gregori. Atlantide è
solo uno dei capolavori di questo artista, ma alla fine è stata la canzone che, più o meno senza
accorgermene, mi ha fatto iniziare a scrivere.
Qual è il primo libro che comprerà, utilizzando il "buono-libro"
messo in palio da Parol&eamp;note?
Un grande classico del novecento.
E il libro in questo momento sul suo comodino?
"Il Grande Sertao" di Joao Guimaraes Rosa.
URL:
http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/giovani/parolenote/3/fortino.htm
Data creazione: 2005-08-29. Data ultimo aggiornamento: 2005-08-29.
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