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Racconto n. 050

Autore: Laura Ganci (Pedagaggi, SR)

Titolo della canzone ispiratrice: "Come deve andare" (883)

Non gli era stato certo assegnato un compito grato quello di ripulire la soffitta da tutta quella roba accumulata negli anni, ma Max non si era rifiutato, anche lui dopotutto, doveva dare il suo contributo in termini d'aiuto in quella casa, che presto sarebbe stata venduta. Tra meno di due settimane infatti, Max sarebbe volato in Florida, finalmente.
Il lavoro, quel dottorato di ricerca all'università di Miami, tanto atteso e sofferto gli era stato concesso. QUELL'ANSIA DENTRO CHE NON TI FA CAPIRE SE SEI TU, INADEGUATO O TUTTO IL MONDO CHE HAI INTORNO È SBAGLIATO si era dissolta come nebbia d'ottombre ai primi raggi di luce. Ora l'unica canzone degli 883 che gli risuonava in mente era quella che faceva E TUTTO VA COME DEVE ANDARE O PEER LO MENO COSI' DICONO E TUTTO VA CME DEVE ANDARE O PER LO MENO ME LO AUGURO perché dopotutto Max non voleva ammetterlo un po' gli pesava andarsene da quella città, dai genitori, dai suoi amici, da quella casa che sentiva addosso come un paio di scarpe comode con cui si poteva senza fatica scalare anche le vette più alte del Tibet.
Un sorriso gli illuminò la faccia mentre saliva le vecchie scale di ferro che portavano su, sul sottotetto. Chissà cosa avrebbe trovato lì sopra, pensava magari anche le sue babbucce da neonato. Si tirò su le maniche del maglione e lentamente cominciò a riordinare. Un borsone rosso da viaggio inaspettatamente sbucò da sotto chili di polvere e ragnatele. La curiosità di vederci dentro fu più forte di qualsiasi cosa. Il mitico chiodo di pelle nera! Compagno inseparabile di avventure giovanili! Lo sa solo Dio da quando non lo indossava più! Un piccolo foro sul gomito attirò la sua attenzione. Questa è opera dei topi, si disse contrariato, ma che fa quel pigrone di Garibaldi? Dovrebbe essere suo il compito di stanarli! Ripiegò la giacca sorridendo al ricordo. Ma cosa pretendo - continuò - il mio dolce e caro micione non è affatto uno scansafatiche, ormai è stanco di cacciare! Quest'anno avrebbero festeggiato dieci anni di vita insieme e a Max sembrava solo ieri da quando Garibaldi, grosso soriano randagio, era stato trovato da lui in strada abbandonato e tremante durante le vacanze di natale dell'anno di quel freddo micidiale. Sarebbe sicuramente morto se Max, cucciolotto bagnato e sperduto anch'egli, non se lo fosse infilato dentro al chido quando il suo Peugeot acquistato da uno scasciacarozze non lo avesse lasciato a piedi proprio all'inizio di una salita.
Max aveva avuto sentore che prima o poi il suo Peugeot si sarebbe fermato; ricordava infatti come con il gelo tossiva un po' e si fermava, ma la sua frustrazione e il suo smarrimento, quel senso odioso di rassegnazione, non erano dovuti a questo. Max non era certo un tipo da arrendersi davanti alle difficoltà, un po' di strada a piedi non lo avrebbero di certo fermato, e neanche la pioggia; anzi forse quell'episodio non sarebbe stato così grave se il ghiaccio che dal chiodo era entrato in profondità oltre che le sue ossa non avesse intaccato anche il suo orgoglio, quel sorpasso da parte di uno col fifty nero che rideva, ne era certo Max, dall'alto del suo fifty sia di lui che del Peugeot gli avevano al volo realizzato il rischio di passare la sua vita sopra un Peugeot che arranca in salita, mentre uno col fifty ti sorpassa ride e va.
Perché la vita era così ingrata? Si chiese disperato.
Aveva dovuto rinunciare ad andare all'università per mancanza di soldi, all'auto nuova, mentre tutti i suoi amici andava in locali alla moda il sabato sera. Quelli già sistemati in società, temuti e rispettati, guardavano con schifo malcelato lui e i suoi amici. Perché la vita era così? (Max non poteva certo sapere all'epoca che nonostante i due anni di ritardo non solo si sarebbe laureato in biologia, come aveva sempre desiderato, ma sarebbe diventato anche un cervello in fuga).
Usciva di rado, ricordava, e sempre con Luca e Ornella; ci dovrebbero essere delle foto, si disse. Ecco! - esclamò soffiandoci sopra; le foto erano ancora poco nitide, quindi ci passò sopra la manica del maglione.
Dannazione a voi due! - quasi gridò con rabbia repressa. Avrebbe voluto avere entrambi davanti alla faccia per riempirli di schiaffi, pensò accasciandosi sulle ginocchia con gli occhi pieni di lacrime che non si decidevano a colare giù.
Sembravate i due fidanzati del tempo delle mele e invece... tu Luca, lurido coglione... hai ammazzato Ornella l'illusa, che col suo amore voleva toglierti dall'inferno delle pere in cui eri scivolato. Non avrebbe più dimenticato, si promise Max, pochi mesi ed entrambi grazie a quattro letterine magiche se ne erano andati.
Max, totalmente sopraffatto dai ricordi, con le spalle si lasciò cadere su un enorme scatolone. Tra qualche giorno avrebbe compiuto 30 anni, come Ornella, erano nati stranamente lo stesso giorno, ma lei non c'era più già da tre. Le voleva bene, forse ne era anche innamorato, i suoi sentimenti per lei adesso gli apparivano confusi. Trent'anni - si disse asciugandosi gli occhi con il palmo della mano, LA CHIAMANO ETÀ DELLA RAGIONE e come UNA STRADA RIPIDA E DISSESTATA in cui CI PASSANO MILIARDI DI PERSONE - continuò da solo nella penombra della soffitta - IO SPERO DI POTERLA FARE TUTTA GUARDARE GIÙ QUANDO SARÒ IN VETTA ANCHE ARRANCANDO COME QUEL VECCHISSIMO PEUGEOT.
Silenziosamente Garibaldi, consapevole dello stato d'animo di Max, gli era scivolato accanto, accucciandosi sulle sue gambe. La mano incerta del padrone ne cercò il fulvo pelo.
"Hai ragione, mio piccolo eroe, niente piagnistei!" - si disse rincuorato, sollevando di peso il felino, "L'America ci aspetta! Andiamo e conquistiamo il Nuovo Mondo!"
E TUTTO VA COME DEVE ANDARE O PER LO MENO COSÌ DICONO E TUTTO VA COME DEVE ANDARE O PER LO MENO ME LO AUGURO.

URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/giovani/parolenote/3/racconti/050.htm
Data creazione: 2004-10-20. Data ultimo aggiornamento: 2005-07-19. Webmaster

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