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(1) Masolino, Cristo in Pietà

(2) Anonimo pistoiese del XIV secolo (Maestro
del 1336), La Vergine col Bambino tra i Santi Francesco, Giovanni
Battista, Andrea e Antonio Abate

(3) Lorenzo Monaco, La Vergine dell'Umiltà
tra i Santi Donnino, Giovanni Battista, Pietro e Antonio Abate
(part.)

(4) Francesco Botticini e Raffaello Botticini,
Tabernacolo di San Sebastiano

(5) Francesco Botticini, Annunciazione
(part.)

(6) Francesco Botticini e Raffaello Botticini,
Tabernacolo del Sacramento (part. con
S. Andrea)

(7) Andrea della Robbia, L'eterno Padre Benedicente
in gloria d'Angeli
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Il Museo della Collegiata
Il Museo della Collegiata di Empoli, uno dei più antichi
musei ecclesiastici, nacque sullo sfondo dei moti risorgimentali
tesi a realizzare l'unità d'Italia. Nel 1859 fu concessa
la prima elargizione di Lit 5040 all'Opera di Sant'Andrea dal
Governo Provvisorio Toscano, il cui Ministro degli Affari Ecclesiastici
era l'empolese Vincenzo Salvagnoli. La prima sede del Museo,
già realizzato nell'anno successivo, fu la Cappella di
San Lorenzo, attigua alla chiesa. Le opere catalogate erano in
numero di cinquantaquattro, provenienti dalla Collegiata, da
chiese soppresse e da donazioni di privati. Alla fine degli anni
Ottanta dell'Ottocento il pittore Vincenzo Lami riuscì
ad acquisire un altro ambiente per la sistemazione delle opere
d'arte la cui esposizione fu aperta al pubblico. Ordinatore della
raccolta, nella sua prima sistemazione scientifica, fu l'ispettore
della Soprintendenza Guido Carocci che dispose i dipinti in ordine
cronologico, creando una sezione speciale per le sculture e terrecotte,
con un'ampia vetrina per i codici miniati. L'incremento delle
opere alla fine degli anni Trenta del nostro secolo suggerì
il trasferimento delle raccolte negli ambienti della Propositura,
affidando a Piero Sampaolesi il nuovo progetto museale. La guerra
non solo interruppe tale realizzazione, ma provocò danni
ingenti alla Collegiata e ad alcune opere. Nel dopoguerra l'opera
di ricostruzione fu intensa. Nel 1956 si riaprì il Museo,
strutturato da Guido Morozzi e ordinato da Umberto Baldini. Tale
allestimento era ispirato a criteri di godibilità estetica,
evidenziando i valori artistici delle opere esposte. Nello stesso
periodo la raccolta del Museo venne incrementata con l'ingresso
di alcuni capolavori come i due Santi del Pontormo e l'Annunciazione
di Bernardo Rossellino. Al 1990 risale infine l'ultimo ordinamento
del Museo, a cura della Soprintendenza per i Beni Artistici e
Storici di Firenze. Oltre ad eliminare gli stress climatici che
nuocevano alle opere d'arte, lasciando inalterata la struttura
architettonica del Museo, tale allestimento ha inteso rispettare
il nucleo storico della collezione ricollocando nelle sedi originarie
opere pervenute più di recente come i Santi del
Pontormo e i capolavori della chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani.
Le opere sono sistemate secondo un ordinamento didattico-scientifico.
Dal suggestivo Battistero, dove sono riuniti tutti gli affreschi
custoditi nel Museo (tra i quali il capolavoro di Masolino
(1) raffigurante il Cristo in pietà) e per
cui fu scolpito anche l'imponente fonte battesimale attribuito
a Bernardo Rossellino, si passa nella seconda sala destinata
alle sculture. La Pinacoteca è allestita al piano superiore,
dove i dipinti sono disposti cronologicamente. La terza sala
riunisce le opere più antiche, dal
polittico dell'anonimo artista pistoiese (2) denominato
Maestro del 1336 agli interessanti prodotti delle botteghe fiorentine,
operose tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo. Nella
quarta sala sono esposte le opere già pienamente quattrocentesche,
con autentici capolavori come i due trittici
di Lorenzo Monaco (3) e la piccola Maestà di
Filippo Lippi. Nella quinta sala, accanto al Tabernacolo
di San Sebastiano (4) di Francesco Botticini e Antonio Rossellino,
sono riunite tutte le opere dei Botticini
(5), la cui bottega fu attiva fino ai primi decenni
del Cinquecento. Nel salone, dominato dal Tabernacolo
del Sacramento (6) di Francesco e Raffaello Botticini, seguono
infine le altre opere tardoquattrocentesche, cinquecentesche
e quelle già seicentesche. Il percorso del Museo si conclude
nella parte superiore del chiostro dove sono esposte alcune robbiane (7) già sistemate nell'allestimento
del 1956.
Orario:
dal martedì alla domenica 9.00/12.00 - 16.00/19.00 telefono 0571 76284 e-mail: museocollegiata@comune.empoli.fi.it
Info:
U.O. Attività culturali e Turismo e coordinamento Beni culturali del Comune di Empoli
tel. 0571 757729
e-mail: cultura@comune.empoli.fi.it |